Disruption, ovvero quella forza che sconvolge la realtà

Il termine disruption descrive l’effetto che internet e le nuove tecnologie hanno avuto su tutti i tipi di attività. Disruptive è quella forza che sconvolge, creando un’interruzione e provocando un cambiamento in ciò che prima era considerato normale. Non si riferisce solo all’innovazione, ma anche al modo di pensare, di comunicare e di agire delle persone e costringe le aziende e i modelli di business a cambiare. Viviamo in una sorta di Darwinismo digitale: o sconvolgi o sarai sconvolto. Esplora 15 forze disruptive, le prime tre riguardano l’assetto mentale, le altre dodici riguardano la tecnologia.

Gli atteggiamenti mentali indispensabili per affrontare la prossima disruption

  • Motivazione: sentire di avere una mission, uno scopo più alto e agire spinti da questa forza. È decisamente l’attitudine mentale con più forza disruptive. Più le nostre attività sono ricche di significato, più ci sentiamo appagati. La motivazione è importante sia per i singoli individui, sia per le aziende; come una sorta di bussola che mantiene focalizzati nei momenti difficili, dando il coraggio di fare scelte cruciali, garantendo l’umiltà e l’empatia necessarie per essere un buon leader.
  • Responsabilità: agire con consapevolezza, pensando alle conseguenze delle nostre azioni, senza prendersela con fattori esterni a noi. Ci sono almeno quattro ambiti in cui dobbiamo essere pienamente responsabili: la formazione continua (prendendoci cura del nostro sviluppo personale e professionale), la sicurezza informatica (prevenendo i rischi di hackeraggio, evitando errori e leggerezze), l’etica (rimanendo coerenti con i valori dell’azienda) e il personal brand (curando la nostra presenza online).
  • Collaborazione: condividere e lavorare in team. Essere collaborativi per scambiarsi idee e operare con maggiore agilità. Dobbiamo cercare e accettare punti di vista diversi dal nostro, essere pronti a condividere informazioni e contenuti, avere la curiosità di lavorare con modalità nuove, utilizzando strumenti diversi, saper prendere decisioni velocemente. L’economia collaborativa si avvale di una preziosa moneta: la fiducia, che si mostra, si sperimenta e si guadagna.

Le dodici tecnologie disruptive

Il web

Per fare affari sul web, le forze più disruptive sono:

  • social media: è importante avere una visione chiara di ciò che desideriamo comunicare, delle piattaforme in cui essere presenti e delle strategie da utilizzare. Vanno creati contenuti che coinvolgano, educhino, intrattengano e arricchiscano i potenziali clienti.
  • eCommerce: nessuna azienda può permettersi di ignorare il commercio online. Il cliente non cerca solamente il miglior prezzo; fiducia e credibilità sono elementi essenziali per procedere con l’acquisto. Fiducia nella piattaforma di eCommerce, nel prodotto e nell’azienda che si occupa della distribuzione.
  • peer-to-peer: la condivisione di risorse tra pari, come il marketplace e il lending. Il marketplace è una piattaforma in cui beni e servizi vengono venduti tra privati, o tra privato e azienda, oppure tra due aziende. Il lending si riferisce al prestito di denaro tra privati oppure tra privati e aziende, senza intervento delle banche (esempi come Zopa e Funding Circle).

Lo smartphone

È il dispositivo preferito per connettersi a internet e tende sempre di più a diventare un mini-computer. Per questo, le aziende devono avere una strategia mobile-first, pensata prima di tutto e appositamente per lo smartphone, con queste caratteristiche:

  • smart: creare valore e risolvere i problemi degli utenti;
  • productive: attraverso app e tool aiutare le persone a essere più produttive, anche se, si sa, la maggior produttività si ha quando i cellulari sono spenti!
  • adaptive: adattarsi ai continui cambiamenti tecnologici;
  • costumer-focused: mettersi nei panni dei clienti, capire bisogni e preoccupazioni;
  • etiquette: tenere conto dell’impatto che l’utilizzo dello smartphone provoca.

Il cloud

Se possiamo lavorare da remoto, certamente dobbiamo ringraziare il cloud. Con un computer e una connessione internet, accediamo a informazioni e documenti utili per svolgere il nostro lavoro: l’ufficio è sempre con noi. Cloud vuol dire accessibilità ovunque, più spazio di archiviazione, grande velocità di processazione e sicurezza del back-up, possibilità di collaborare da remoto. Il fatto di essere sempre connessi e avere a disposizione in qualsiasi momento dati e documenti, può essere un limite per la nostra vita privata, per cui è importante saper distinguere tra sfera lavorativa e familiare. Molte aziende sono ancora scettiche sull’utilizzo del cloud, temono che avere software e informazioni non archiviate fisicamente nei propri edifici sia sinonimo di vulnerabilità e perdita di controllo.

La sicurezza informatica

Per sicurezza informatica si intende la protezione dei sistemi informatici da furti, danneggiamenti e interruzioni. Malware è il termine che comprende tutti i software “malevoli”, la cui lista è in costante aumento. Dal momento in cui un dispositivo si connette a internet, è potenzialmente hackerabile. La miglior strategia per un’azienda che voglia tutelarsi efficacemente è quella di combinare ottimi sistemi di protezione con un atteggiamento vigile e responsabile dei dipendenti. Oltre a identificare i dati essenziali da proteggere e incentivare il senso di responsabilità dei collaboratori, bisogna avere un piano di emergenza e lavorare internamente in modo tale che l’integrità dell’azienda non possa essere mai messa in discussione.

Internet of Things (IoT)

Con Internet delle cose si intende la connessione e la connettività tra mondo reale e internet. Si stima che il numero di dispositivi in grado di connettersi l’un l’altro crescerà in modo esponenziale dal 2015 al 2020, aumentando del 285 per cento. Abbiamo già esempi di città, automobili, case e fabbriche connesse. Grazie a questa tecnologia, le aziende potranno fornire al cliente una migliore esperienza d’acquisto: invece di cercare di intuire quello che i clienti vogliono, le informazioni ottenute grazie a questa tecnologia aiuteranno ad avere un quadro chiaro e completo. L’internet delle cose si applica in svariati settori, tra i quali sanità, fitness, sicurezza, automazione agricola, consumo, risparmio energetico e gestione del traffico.

L’intelligenza artificiale (AI)

È una tecnologia che riguarda lo sviluppo e l’utilizzo di macchine per attività normalmente associate alle funzioni cognitive del cervello umano, come risolvere problemi, prendere decisioni, fare traduzioni e discorsi, riconoscere immagini. L’intelligenza artificiale è utile in tutte quelle attività ripetitive, in cui l’apporto umano è trascurabile, nella gestione di grandi quantità di dati e informazioni, per il miglioramento delle performance nei lavori fisici, per sostituire le persone in zone remote e impervie. Lo sviluppo della robotica e dell’intelligenza artificiale hanno come conseguenza diretta la perdita del lavoro per molte persone. Anche nei casi in cui ciò non si verifichi, dovremo comunque imparare a lavorare con l’intelligenza artificiale.

Big data analytics

Si riferisce al processo di analisi di grandi volumi di dati. I big data hanno tre caratteristiche:   

  • volume, un’enorme quantità di dati, conseguenza diretta dell’avvento dell’era digitale;
  • velocità, la rapidità con cui l’informazione viene fornita in tempo reale, impensabile fino a vent’anni fa;
  • varietà, i big data si presentano in formati diversi, provengono da diversi dispositivi, hanno codici e linguaggi differenti.

Queste tre caratteristiche costringono le aziende a riflettere e rivedere le loro strategie di marketing e di comunicazione. Uno dei rischi maggiori per un’azienda è quello di non avere una chiara strategia dei big data; un’inadeguatezza in questo senso può provocare perdite di quote di mercato nella migliore delle ipotesi, l’estinzione dell’azienda nella peggiore.

La blockchain e le criptovalute

Sono due cose collegate, ma ben diverse. Le criptovalute (la più conosciuta è il Bitcoin) sono valute digitali, indipendenti dalle banche, i cui trasferimenti sono autoregolamentati attraverso il criptaggio digitale, con transazioni molto più economiche rispetto a quelle tradizionali. La Blockchain è la tecnologia con cui le transazioni vengono archiviate in modo sicuro e affidabile, garantendo trasparenza e sicurezza. In un mondo in cui la fiducia è un bene raro e prezioso e la privacy una preoccupazione di tutti, la tecnologia blockchain è in grado di soddisfare entrambe le richieste. Non riguarda solo i servizi finanziari, si può applicare nella contrattualistica, nella gestione dell’identità digitale, dei titoli di proprietà, nella pubblica amministrazione. La blockchain è una forza altamente disruptive, in grado di sconvolgere il modo di fare business. 

La stampa 3D 

È una tecnologia in rapida evoluzione che permette di stampare oggetti tridimensionali partendo da un prototipo digitale. Potrebbe sembrare una tecnologia scarsamente disruptive, ma non è affatto così. La stampa 3D permette di risparmiare sulla prototipazione e sulla produzione, non limitandosi alla stampa di piccoli oggetti, come dimostra l’azienda cinese Winsun, specializzata nella stampa di case. Questa tecnologia risponde ai bisogni dello sviluppo sostenibile, abbraccia le esigenze degli artigiani digitali e il desiderio di personalizzazione e originalità nella creazione di oggetti. Rivoluziona i canoni della logistica e della distribuzione, dando la possibilità di stampare sul posto anziché basarsi sul modello produzione e consegna.

Lo stoccaggio di energia

È una tecnologia che riguarda la capacità di acquisire, immagazzinare e distribuire energia nel modo più efficace ed efficiente. Una delle sfide maggiori nel campo delle energie rinnovabili riguarda proprio la gestione della disponibilità e dell’accumulo. Sono cinque i principali sistemi di accumulo energetico: termico, aria compressa, volano, batteria e idroelettrico con accumulo di pompaggio. Lo stoccaggio di energia sarà una questione di importanza strategica per quei paesi che vorranno aumentare la propria autonomia e per gli stabilimenti di produzione che vorranno funzionare esclusivamente con l’utilizzo di energie rinnovabili. 

La guida automatica e la guida assistita

Un’automobile a guida assistita si avvale di funzioni implementate dal computer, mentre una macchina a guida automatica è un veicolo senza conducente programmato per viaggiare da una destinazione all’altra senza alcun intervento umano. Questi due settori stanno crescendo in modo significativo, grazie soprattutto all’apporto di aziende come Google, Apple, BMW, Uber, Audi, Volvo e Tesla. La sicurezza è un fattore decisivo nello sviluppo di queste tecnologie, così come la questione morale: come deve essere programmato il veicolo per reagire in caso di incidente? Salvare il conducente e coloro che sono nell’auto, oppure salvare il maggior numero di persone possibili? Anche questa tecnologia, come tutte le altre forze disruptive, non è qualcosa di indipendente, ma è fortemente connessa alle altre, in particolare ai big data e all’intelligenza artificiale.

La genomica

La genomica è una branca della biologia molecolare che si occupa dello studio di struttura, contenuto, funzione ed evoluzione dei genomi. Leader delle analisi genetiche è la società americana Illumina, che fornisce test con intere sequenze di genomi, per comprendere le informazioni contenute nel nostro DNA. Con una migliore comprensione del nostro passato e delle potenzialità del nostro futuro, possiamo agire meglio e più efficacemente nel presente. Possiamo cercare di prevenire l’insorgere di malattie a cui siamo predisposti, per esempio. E quando ci rendiamo conto che non siamo quello che pensavamo, vale a dire che discendiamo da etnie e territori lontani, il mondo si fa più piccolo e lo straniero, forse, ci fa meno paura.